{"id":51216,"date":"2019-06-14T14:00:35","date_gmt":"2019-06-14T12:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.artevarese.com\/?p=51216"},"modified":"2021-01-25T11:15:58","modified_gmt":"2021-01-25T10:15:58","slug":"un-cistercense-e-il-suo-rapporto-con-la-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.artevarese.com\/un-cistercense-e-il-suo-rapporto-con-la-poesia\/","title":{"rendered":"Un Cistercense e il suo rapporto con la poesia"},"content":{"rendered":"
Padre Elia, al secolo Sergio Spezzano, madre-lingua arb\u00ebreshe, Monaco-Poeta dell’Abbazia di Chiaravalle<\/a>, in quel di Milano, ci racconta la sue letture e i suoi versi e la sua visione poetica, talvolta ispirata da altri Monaci italiani e non, affermatisi anche come poeti e portatori di un dettato etico oltre che estetico. Durante questa chiacchierata che ha spaziato dall’origine della poesia ai giorni nostri, ci siamo ritrovati in un pomeriggio soleggiato, a camminare, correre e sostare, tornando al punto di partenza: nella sua valle chiara.<\/p>\n <\/p>\n Il linguaggio che induce all’azione<\/strong><\/p>\n Noi di Poetando abbiano un’ambizione, tra le altre: quella di mettere in luce la poesia performativa<\/strong>; nella tua vita, quando pensi di avere avuto per la prima volta la sensazione di esservi indubbiamente di fronte?<\/p>\n Padre Elia:\u201dSe per performativa intendiamo in linguistica quelle espressioni che non hanno funzione descrittiva ma consistono nel compiere o far compiere un\u2019azione o trasformazione vera e propria, allora direi il capolavoro di E.L. Masters \u201cAntologia di Spoon River”<\/strong> che ho avuto modo di apprezzare durante l’adolescenza e che continua ad essere fonte d’ispirazione. In Spoon River i personaggi, morti, sembrano vivi, sono tutt’ora soggetti teatrali e cinematografici; hanno una profondit\u00e0 e un orrore cos\u00ec comuni e umani che muovo il lettore ad una condivisione totale, quasi a una fratellanza e alla piet\u00e0; siamo di fronte ad un\u2019opera d’arte immortale nella quale il poeta \u00e8 stato magistralmente in grado di far dialogare la poesia con il lettore. Ed io continuo ad apprezzarlo e a rileggerlo grazie alla traduzione della Pivano,la migliore, a detta anche di Cesare Pavese.\u00a0<\/strong>Questa capacit\u00e0, che rende l’opera intramontabile, di indurre all’azione facendoti sentire in sintonia, in dialogo con i versi stessi l’ho poi sempre ritrovata in tutta la poesia(rara n.d.r.<\/em>) italiana di linea dantesca.”<\/p>\n La cre-azione che passa dal verbo<\/strong>. I canti di Dante sono “come una Cattedrale<\/strong>\u201d<\/p>\n Si tratta di creare attraverso il linguaggio un’azione che induce a fruire della poesia in modo costruttivo con una spinta all’agire in modo ineluttabile?<\/p>\n P.E.: “Si tratta di un modo di porsi, non essere panteisti ma mediare attraverso la propria parola, quella che si \u00e8 ascoltata e meditata; ad esempio il rapporto di Dante con i Cistercensi.<\/strong> Ho scoperto da quando sono Cistercense che la chiave di lettura del Paradiso \u00e8 proprio la spiritualit\u00e0 Cistercense; leggendo i versi e guardando certi canti di Dante mi sembra proprio di entrare in una Cattedrale Cistercense, figure di aquile di beati, per esempio, leggere i canti del Paradiso di Dante \u00e8 come ammirare il rosone di una cattedrale Romanica o Gotica, in quanto sono tratti e ispirati direttamente e in particolare dalla simbologia utilizzata da San Bernardo. Questo \u00e8 il rapporto fortissimo che sento tra la poesia di Dante e il monachesimo. Insomma, se Dante non si fosse sposato sarebbe diventato certamente un Monaco Cistercense, ricordiamo che studi\u00f2 presso la famosissima Abbazia di S. Miniato al Monte a Firenze che all’epoca era Cistercense<\/strong>. Questa \u00e8 naturalmente la mia opinione ma sento forte questo pensiero perch\u00e9 guardando alla sua vita e alle sue opere, si capisce che ha vissuto in maniera intensa e totalizzante la missione della quale si \u00e8 fatto portavoce, affinch\u00e9 il mondo cambiasse in meglio. Infondo \u201cil Monaco \u00e8 colui che in tutto ci\u00f2 che fa si impegna al meglio” cos\u00ec sosteneva Abba Ilarione, Padre del deserto e Monaco eremita.\u201d<\/p>\n Fra poesia e monachesimo: il Sommo Vate e La Divina Commedia<\/strong><\/p>\n Per indagare meglio il rapporto tra Dante e la figura del monaco-poeta ti sovviene qualche figura particolare, cantata dal Sommo?<\/p>\n P.E.: Certo, per esempio Folco di Marsiglia, protagonista del XIII canto del Paradiso, fu trovatore e Dante nel Convivio aveva indicato anche una sua poesia come forma perfetta di poesia nella sua epoca<\/strong>; Folco addirittura da Trovatore divenuto Cistercense, da Cistercense divenne Vescovo di Marsiglia; mor\u00ec in una notte di Natale nel XIII Secolo. Oppure lo stesso Bertrand de Born, citato come poeta nell’Inferno XXVIII canto, Dante non dir\u00e0 che \u00e8 Cistercense<\/strong> per una forma di rispetto verso l’ordine stesso. Lo stesso Francesco, citato da Dante come Santo \u201cNacque nel mondo un sole e Francesco era il suo nome” oltre che Monaco \u00e8 stato a tutti gli effetti il fondatore della nostra poesia<\/strong>. Nel suo rapporto con la natura fu un poeta tanto che il Cantico della Creature \u00e8 diventato una delle pi\u00f9 alte forme di poesia di tutti i tempi.<\/p>\n Il Monaco \u00e8 anche naturalmente poeta<\/strong><\/p>\n Quindi il monaco e il poeta possono coesistere?<\/p>\n <\/strong>P.E.: “Non solo possono coesistere ma di fatto \u00e8 un connubio che quasi \u00e8 naturale; moltissimi sono i monaci che sono stati anche poeti. \u00a0Io sono Monaco perch\u00e9 Poeta e da Monaco ho imparato ad essere poeta veramente. Moltissime sono le figure di Monaci che hanno scritto poesia e direi che proprio l’approccio monastico \u00e8 un approccio poetico, non solo dimostrando amore verso la natura ma soprattutto avendo un rapporto sincero con la parola ascoltata, scritta e letta che \u00e8 poetico gi\u00e0 di per s\u00e9; trovare il senso profondo della parola e poi tradurlo nel proprio linguaggio e nella propria vita.”<\/p>\n Monaci e Poeti: l’approccio monastico \u00e8 rigenerazione<\/strong><\/p>\n Pensando al 900, Padre Elia ci racconta dei maestri e di come vive la sua dinamica poetica, da monaco: Thomas Merton, Ernesto Cardenal, David Maria Turoldo<\/strong>, solo per citare alcuni indimenticabili, coloro che hanno inciso profondamente nella vita delle persone caratterizzando l’epoca che hanno vissuto grazie non solo ai loro versi ma all’esempio e al dettato metapolitico proposto, riuscendo a trasporre nei versi la dimensione del reale, senza abbandonare la lirica e il portato spirituale.<\/p>\n Gli chiediamo: \u00e8 poesia generatrice quella che nasce dai monaci?<\/p>\n P.E. “Noi Monaci tendiamo ad ‘agire’ con i versi poetici che proponiamo, non tanto per consacrare la nostra vita ma per cogliere in tutto quello che succede intorno, l’eterno svolgersi della parola<\/strong>; debbo citare a questo punto un quadro che ho visto e che mi ha ispirato tantissimo quando sono stato custode nei Musei Vaticani: \u00e8 ‘La g\u00e9n\u00e9ration \u00e9ternelle du verbe’<\/em> di fronte al quale mi incantavo, percependo l’ispirazione della parola e la sua eterna generazione; rigenerandosi, la parola \u00e8 colei che ci genera eternamente. Nella poesia la parola non \u00e8 neutra ma incide e vive una dinamica generatrice. Io cerco di vivere il rapporto con la parola anche attraverso i miei scritti, lo scopo \u00e8 incidere profondamente nella vita delle persone, non tanto consacrare la nostra vita all’arte ma cogliere la realt\u00e0 che ci circonda con l\u2019eterno svolgersi della vita<\/strong>.\u201d<\/p>\n